Ex-blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

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Da quest’anno le iscrizioni alle scuole elementari si effettuano solo on line. Sito intasato, dati non salvati, dati stravolti dopo il salvataggio, sono solo alcuni degli effetti di questa nuova procedura che hanno colpito i genitori di tutta Italia. Per chi non dispone di una connessione internet e di un computer le difficoltà sono ovviamente maggiori anche se gli istituti comprensivi, un po’ ovunque, si sono resi disponibili per l’assistenza alla compilazione delle iscrizioni.

Ma i disservizi non sono l’unico effetto prodotto dal nuovo sistema.

La procedura di iscrizione on line infatti, con la richiesta tra i campi obbligatori del codice fiscale, esclude la possibilità di iscrizione dei figli alle scuole elementari da parte di genitori privi di permesso di soggiorno.

Inutile ricordare che la scuola elementare (scuola primaria) è scuola dell’obbligo.

L’articolo 38 del Testo Unico immigrazione è assolutamente lapidario: i minori stranieri presenti sul territorio sono soggetti all’obbligo scolastico.

L’articolo completo sul sito meltingpot

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pollaioUna degli aspetti più negativi dei tagli realizzati nei tre disastrosi anni della Gelmini al ministero è stato quello che ha consentito di elevare ulteriormente il numero di alunni per classe creando situazioni di disagio e difficoltà nella didattica.  Ma c’è una questione primaria che riguarda il diritto negato ai  nostri figli a potersi esprimere e confrontare attraverso il dialogo, strumento principe della didattica scolastica.

Dal CESP (centro studi per la scuola pubblica)
Essere in una classe affollata significa perdere il diritto alla parola. I bambini e le bambine imparano ad esprimersi parlando in maniera ponderata, ascoltati dai compagni e dalle maestre. E’ in questo modo che riescono a superare l’emozione, provano il piacere della partecipazione, imparano a parlare a tema, esercitano la capacità d’ascolto e  il senso critico.
In classi di 26-27 bambini come accade oggi risulta impossibile sentire l’opinione di tutti/e su un argomento, quando parla l’ultimo è passata un’ora dal primo intervento. Così oggi si rimedia facendo a turno oppure lavorando a gruppi nelle ore rimaste di compresenza. Ma con classi che a norma di regolamento arriveranno a 30 bambini combinate all’introduzione della maestra unica e alla riduzione del tempo scuola la situazione sarà drasticamente peggiorata: a scuola si faranno i turni per parlare.