Ex-blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

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In Giappone i bambini non sono valutati numericamente fino a 10 anni e in Finlandia fino a 13.
È interessante notare come siano rispettivamente il 1° e il 2° Paese nella classifica Ocse per quanto riguarda le capacità di base alfabetiche e matematiche degli adulti…

da retescuole

Così in Italia

In Italia i voti furono aboliti nel 1977 e sostituiti dalla valutazione formativa, costituita da giudizi analitici e descrittivi per ogni materia. Con La legge n. 149 del 1990 si passò alle lettere (ve le ricordate?) A, B, C, D, E, che rimasero in auge per pochi anni. La Circolare Ministeriale n. 491 del 1996 predispose, poi,un nuovo modello di valutazione basato sui giudizi sintetici: OTTIMO, DISTINTO, BUONO, SUFFICIENTE, INSUFFICIENTE. Dal 2008, dopo trent’anni, il ritorno ai voti numerici.

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Da Il fatto quotidiano un articolo interessante (ma anche deprimente) di Tomaso Montanari sul libro inchiesta di Roberto Ippolito dal titolo emblematico di Ignoranti.

L’ITALIA è un paese di ignoranti. “Il 71 per cento della popolazione – scrive il linguista Tullio De Mauro, citato da Ippolito – si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto in italiano di media difficoltà; il 5 per cento non è neppure in grado di decifrare lettere e cifre, un altro 33 per cento sa leggere ma riesce a decifrare solo testi di primo livello su una scala di cinque ed è a forte rischio di regressione nell’analfabetismo, un ulteriore 33 per cento si ferma a testi di secondo livello”. Se qualcuno si chiede come sia possibile che Silvio Berlusconi risalga nei sondaggi settimana dopo settimana grazie a promesse a cui possono credere solo gli analfabeti, ecco la risposta.

Il nesso tra corruzione della politica e ignoranza è fortissimo: “Nel parlamento italiano la percentuale di laureati è scesa dal 91,4 per cento della prima legislatura al 64,8 della quindicesima. Una flessione di 27 punti percentuali, in controtendenza con le altre democrazie: negli Stati Uniti i laureati al Congresso superano il 94 per cento”. E una politica analfabeta impone al Paese un futuro di analfabetismo: “l’attacco continuo alla scuola pubblica” (è il titolo di un paragrafo del libro) ha prodotto la scuola con l’età media degli insegnanti più alta d’Europa. L’89,3% ha più di quarant’anni, e i precari che li dovrebbero sostituire hanno esattamente quell’età media.

“Tagliare il deficit riducendo gli investimenti nell’innovazione e nell’istruzione è come alleggerire un aereo troppo carico togliendo il motore”  Barack Obama

L’articolo completo


incontroIn questo scorcio di campagna elettorale avete per caso sentito qualche conduttore del circo televisivo porre domande sui programmi per la scuola ai vari leader e candidati? Domanda retorica. Noi del comitato ci proviamo: qui sotto, sei temi cruciali da sottoporre ai candidati che interverranno al dibattito pubblico del 4 febbraio. Nei prossimi giorni la lista completa dei presenti: per ora di sicuro ci sono Francesca Puglisi, responsabile nazionale per la scuola del PD e A. Mengozzi, docente di SEL.

1 – Finanziamento delle scuole
Negli ultimi anni sono stati tagliati otto miliardi alla scuola pubblica e l’Italia si trova decisamente al di sotto della media dei Paesi Ocse. Vorremmo conoscere la vostra posizione sul finanziamento della scuola pubblica e se si intende proseguire nello stanziamento di fondi per le scuole private.

2 – Tempo scuola
Quale modello di tempo-scuola porterete avanti? In questi anni si è proceduto con una riduzione delle ore di insegnamento nella scuola secondaria. In altre nazioni (Finlandia e Svezia, modelli d’eccellenza) si va in una direzione opposta. Cosa si propongono di fare i vostri schieramenti? Siete d’accordo sulla necessità di estendere il tempo pieno nella scuola primaria e dell’infanzia (dove ne venga fatta richiesta) come una delle misure per combattere le disuguaglianze sociali?

3 – Valutazione e autovaluzione
Pensiamo sia necessario l’avvio di una discussione seria e condivisa a tutti i livelli che affronti il sistema della valutazione in maniera complessiva, partendo dalla messa in discussione delle prove Invalsi e dalla recente reintroduzione dei voti al posto dei giudizi nella scuola dell’obbligo 

4 – Edilizia scolastica
Un problema urgente è quello relativo allo stato di abbandono e di scarsa manutenzione degli edifici scolastici: servirebbe un piano straordinario di interventi per la messa in sicurezza delle strutture frequentate dagli studenti e per farne luoghi accoglienti e funzionali.

5 – Problema precarietà
Una questione storica da risolvere riguarda la precarietà dei docenti e la mancanza di continuità nei percorsi scolastici degli alunni, anche a causa del caos provocato dalle graduatorie tardive, sbagliate e dai continui ricorsi in corso d’anno.

6 – Risorse per il disagio, handicap e alunni stranieri
Una scuola non che tiene conto di queste problematiche e non cerca di ridurre gli svantaggi sociali e culturali, non è una scuola degna di un paese civile. In questa ottica la prima iniziativa da mettere in atto dovrebbe essere quella di ridurre il tetto massimo di alunni per classe.