Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

L’imbarazzante esordio del bonus premiale nella scuola

Cos’è, in soldoni, il bonus premiale introdotto con la legge scuola di Renzi? Un gruzzolo agilmente accumulato negli ultimi anni dai governi attraverso il blocco contrattuale che ora viene affidato ai dirigenti, da elargire a chi sta simpatico, ai ligi, agli obbedienti, allo “staff”, ai “bravi”. Insomma: uno strumento economico di governo dei docenti la cui gestione viene decentrata ai dirigenti scolastici. Questa, a grandi linee, la sostanza. Ma nell’applicazione pratica, questa “svolta meritocratica” (come pomposamente viene definita) come si realizza?

Su Quando suona la campanella

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Classi pollaio e domatori di bambini

La prima cosa urgente che avrebbe dovuto fare una Buona Scuola per dare un segnale di discontinuità col passato doveva essere la cancellazione delle classi pollaio.
Il disagio provocato da questa situazione sempre più frequente, è molteplice e va dalla mancanza di spazio (vitale per gli alunni), con il conseguente aumento delle tensioni, all’impossibilità di seguire al meglio ciascuno in base alle proprie esigenze e capacità.

Anche la mia classe da 26 purtroppo rientra in questa tipologia, con l’aggravante della presenza di alunni segnalati che per legge avrebbero diritto ad un numero non superiore alle venti unità. Ma in Italia come si sa, le deroghe sono all’ordine del giorno.
Di fronte a realtà come questa si cerca di sopravvivere cercando di operare al meglio facendo di necessità virtù, ma oltre alle condizioni oggettivamente complicate, il senso di frustrazione e la rassegnazione rischiano di condizionare l’andamento didattico.
A volte, specie nelle classi iniziali, ci si sente più “domatori” che insegnanti. Per crescere, i nostri futuri cittadini meritano più spazio, più attenzioni reali e meno pseudo-riforme sbandierate.

Il Tar ha deciso: Non più di 20 alunni in classe se c’è un disabile

Docenti lavorano 1643 ore annue. Metà sono sommerse, valgono 14mila euro. Dalla correzione dei compiti alla preparazione lezioni

Dalla correzione dei compiti, all’autoaggiornamento, si tratta di quel lavoro sommerso sul quale si basa lo scontro tra docenti ed opinione pubblica, tra chi sostiene che l’insegnamento è un lavoro a tempo pieno e stressante e chi invece invoca i soliti luoghi comuni: “lavorate 18 ore e godete di 3 mesi di vacanza”.

La giunta provinciale dell’Alto Adige ha commissionato una ricerca con la quale ha dimostrato che i docenti, in realtà, lavorano circa 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Articolo completo su Orizzontescuola

I compiti per casa e gli affanni del padre ansioso

Pare che i grandi problemi italiani si possano riassumere in uno solo: i compiti per casa che i genitori devono fare con i figli. Se volete capire l’origine della crisi di produttività del no…

Sorgente: I compiti per casa e gli affanni del padre ansioso

Scuola e tecnologie digitali: due punti di vista interessanti

«La scuola digitale? Un disastro»
In Francia monta il fronte del no

Un pamphlet contro il piano digitale del governo Hollande mette in guardia sui rischi dell’«utopia tecnologico-pedagogica»: non migliora le competenze e accentua le differenze sociali.  link

Tecnologia a scuola, Ocse: se è troppa, peggiora l’apprendimento

Gli esperti: servono qualità e preparazione degli insegnanti. Nelle scuole italiane un computer ogni 4,1 studenti. I 15enni italiani navigatori assidui, ma «perdono la rotta»   link

Ecco dove ci sta portando la buona scuola…

In un triste reality show.

La richiesta di due presidi (al passo coi tempi) di un provino video a “figura intera” per avere un posto di insegnante.

Da Il Fatto Quotidiano

 

Sono proprio fuori

fuori

E poi in più c’è anche la famigerata  prova di lettura veloce: 2 minuti cronometrati inflessibilmente dal somministratore (sì, questo è il simpatico nome dato dall’INVALSI allo sventurato docente). Dal prossimo anno però propongo di chiamarlo cerbero.
In questi 120 secondi  i bambini devono crocettare più immagini  possibili mentre leggono e allo stop chiudere immediatamente il fascicolo, anche se gli mancano una o più pagine.. Che ansia!