Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

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«La scuola digitale? Un disastro»
In Francia monta il fronte del no

Un pamphlet contro il piano digitale del governo Hollande mette in guardia sui rischi dell’«utopia tecnologico-pedagogica»: non migliora le competenze e accentua le differenze sociali.  link

Tecnologia a scuola, Ocse: se è troppa, peggiora l’apprendimento

Gli esperti: servono qualità e preparazione degli insegnanti. Nelle scuole italiane un computer ogni 4,1 studenti. I 15enni italiani navigatori assidui, ma «perdono la rotta»   link


In trent’anni di insegnamento ho girato parecchi istituti scolastici e conosciuto centinaia di colleghi e colleghe: in altissima  percentuale persone preparate, aggiornate e non di rado  impegnate a lavorare al di fuori del  proprio orario di servizio senza ricevere alcun compenso. I fannulloni e gli incapaci esistono in tutti i settori lavorativi: qualcuno l’ho conosciuto e purtroppo ci ho anche dovuto lavorare insieme, con grande disagio degli alunni, delle famiglie e ovviamente anche mio.

Riporto parte di un articolo che affronta questa problematica in relazione al DDL sulla Buona Scuola.

Il vero problema: come affrontare e colpire il demerito. Per demerito nell’insegnamento non intendiamo certo il comportamento inaccettabile di chi non rispetta il contratto di lavoro (assenze ingiustificate, ritardi, omissione negli atti obbligatori, ecc.ecc.). In questi casi basta e avanza il decreto Brunetta che prevede nei casi più gravi la sospensione dal servizio e il licenziamento.

Il demerito che è alla base delle considerazioni che portano poi al mito della meritocrazia è quello relativo ai pochi docenti che sono in difficoltà nell’attività di insegnamento, che non sono in grado di gestire il rapporto e il dialogo educativo in classe, che dimostrano palese incompetenza nelle discipline insegnate, ecc. Sappiamo bene che in questi casi l’unico intervento ora possibile è quello di un ispettore tecnico che, verificate burocraticamente le contestazioni in merito alle capacità professionali, al massimo dispone il trasferimento d’ufficio ad altra scuola, spostando il problema senza risolverlo.

Il DDL risolve il problema dando facoltà al dirigente, passati i tre anni del progetto formativo di scuola, di non riconfermare il docente incapace. La soluzione è che troverà collocazione nelle scuole ghetto, senza risolvere alla radice il problema.

Il DDL risolve il problema in maniera semplicistica evitando di costruire un vero sistema di garanzia della qualità della professione docente che dovrebbe essere sostenuta anche mediante il riconoscimento di un codice deontologico professionale e di organi di autoverifica e autovalutazione della categoria (Consiglio Superiore della Docenza articolato in ambiti territoriali).

Di fatto si preferisce che sia la logica impersonale del mercato o personalissima del dirigente-capo a decidere piuttosto che rafforzare il concetto di responsabilità professionale. I risultati scolastici delle scuole non d’elite nei paesi anglosassoni sono imbarazzanti. Non crediamo che sia questa la strada da percorrere.

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, maggio 2015


Se confermata, la voce che gira su un’eventuale ritorno della Gelmini al ministero dell’istruzione, sarebbe una delle tragiche conseguenze del suicidio della sinistra italiana che ha perso completamente la bussola e la faccia fino a consentire il ritorno di una delle persone più incompetenti ed arroganti nella storia della scuola repubblicana. Probabilmente anche la più detestata da docenti e studenti. Proprio per questo motivo sarebbe un pessimo segnale: la conferma di un arroccamento della politica nel palazzo sempre più sorda e miope nei confronti dei cittadini.


scuola-bene-comune-col21Ritengo che alla base di una sana società sia fondamentale avere dei “buoni maestri” che dovrebbero essere tutelati e retribuiti adeguatamente e soprattutto messi nelle CONDIZIONI DI INSEGNARE DIGNITOSAMENTE.

Vedo intorno a me tanto pregiudizio. Vedo genitori, che come me sono cresciuti nella scuola pubblica, iscrivere i propri figli a quella privata perché, dicono, c’è il corso di danza, di musica e questo e quello. Ma perché, credono forse che i loro figli si meritino di meglio e gli altri no? Sulla scuola io non faccio distinzione fra i miei figli e quelli degli altri: sono tutti figli di questo mondo e tutti dovrebbero avere le stesse opportunità. E’ così necessario fare danza, musica ecc..? Forse tutti aspirano a portare i propri figli ad “Amici” o a “X Factor”. Beh,  io non ho queste aspirazioni.. ne ho di più grandi: che i miei figli e tutti i figli possano diventare adulti sereni e autentici: non a noi, non ad un modello sociale preconfezionato, ma autentici a se stessi! Hanno molto da insegnarci e dipende da noi: prima ai genitori, poi agli insegnanti, tirar fuori da loro il meglio.  Sono tutti diversi e ognuno di loro ha dentro qualcosa di grande da dare al mondo intero!

Quindi, nel mio piccolo, mi impegnerò a parlare e cercare di spiegare ai genitori, ma anche ai cittadini, la situazione della scuola, visto che i mezzi di informazione maggiore non lo fanno, e sensibilizzarli sull’argomento SCUOLA che è di importanza SOCIALE e non INDIVIDUALE o SETTORIALE.

Eleonora B. – Comitato Abbracciamo la Scuola