Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

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pollaioUna degli aspetti più negativi dei tagli realizzati nei tre disastrosi anni della Gelmini al ministero è stato quello che ha consentito di elevare ulteriormente il numero di alunni per classe creando situazioni di disagio e difficoltà nella didattica.  Ma c’è una questione primaria che riguarda il diritto negato ai  nostri figli a potersi esprimere e confrontare attraverso il dialogo, strumento principe della didattica scolastica.

Dal CESP (centro studi per la scuola pubblica)
Essere in una classe affollata significa perdere il diritto alla parola. I bambini e le bambine imparano ad esprimersi parlando in maniera ponderata, ascoltati dai compagni e dalle maestre. E’ in questo modo che riescono a superare l’emozione, provano il piacere della partecipazione, imparano a parlare a tema, esercitano la capacità d’ascolto e  il senso critico.
In classi di 26-27 bambini come accade oggi risulta impossibile sentire l’opinione di tutti/e su un argomento, quando parla l’ultimo è passata un’ora dal primo intervento. Così oggi si rimedia facendo a turno oppure lavorando a gruppi nelle ore rimaste di compresenza. Ma con classi che a norma di regolamento arriveranno a 30 bambini combinate all’introduzione della maestra unica e alla riduzione del tempo scuola la situazione sarà drasticamente peggiorata: a scuola si faranno i turni per parlare.