Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

Archivio dell'autore: Luciano B.

Un chiarimento molto utile da Orizzonte Scuola.

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Un articolo interessante su Orizzonte Scuola

…le abilità matematiche sono correlate con le abilità della motricità fine. Si tratta dell’allenamento alla scrittura a mano: è correlata con le capacità di pensiero. Si tratta insomma di inserire l’uso delle tecnologie digitali in modo armonico nello sviluppo cognitivo dei nostri figli in quanto già le utilizzano smodatamente in casa e fuori casa; tecnologie che non possono imparare ad utilizzare correttamente senza lo sviluppo di abilità e l’acquisizione di conoscenze che le tecnologie digitali, da sole, non possono fornire.


La scuola italiana si regge su un sistema di edifici fatiscenti, freddi d’inverno e caldi d’estate. Edifici dove, per capirci, non ci sono nemmeno i soldi per comprare la carta igienica. Mandare anche nei mesi più caldi – cioè a boccheggiare – ragazzi e ragazze che hanno la colpa di non avere famiglie ricche che li portino in vacanza è da Tribunale dell’Aja.

…perché mai le scuole dovrebbero essere il luogo dove far passare il tempo ad adolescenti sfaccendati? La scuola dovrebbe essere il luogo dove si apprende, non il posto dove ingannare la noia. E si apprende, per calendario scolastico, da settembre a giugno. Dopo un anno passato per aule e corridoi, centinaia di migliaia di studenti e studentesse sentono il bisogno di cambiare aria. Se hai insegnato almeno un anno, nella tua vita, sai di cosa sto parlando. E va benissimo il teatro, il corso di flauto traverso e le gare di tuffi, se mamma e papà non ti possono portare in Costa Azzurra, alle isole Eolie o sul lago di Como. Però, invece di trattare la scuola come “refugium sfigatorum” – non è il mio pensiero, sia ben chiaro, ma è così che i sostenitori della scuola aperta tutto l’anno descrivono quel tipo di utenza – dotiamo i comuni di strutture adeguate. La scuola, durante l’anno, può farsi da strumento di raccordo. Ma non deve essere un sostituto di piscine comunali et similia. Ditelo anche alla professoressa Saraceno.

Se poi si vuole che la scuola italiana sia uguale a quella tedesca o scandinava, credo di poter parlare a nome di molti e molte docenti affermando che è un’idea eccellente. Bene, bravi, facciamola. Ma allora, rendiamo il nostro sistema scolastico qualcosa di analogo a quei modelli virtuosi e non solo riguardo ai doveri che si esigono, ma anche in relazione ai diritti che spettano: ferie ogni cinque-sei settimane (fino a quindici giorni, come accade in Francia magari?), ruolo sociale di prestigio, stipendi adeguati (dai 2.000 euro in su) e strutture scolastiche – edifici, aule, palestre, piscine, aule musica, teatri, ecc – degne di questo nome. Fino ad allora l’argomento scuola in estate sarà divertissement estivo.

Articolo completo di Dario Accolla su linkiesta


Chi insegna con dedizione soffre: nel constatare la disfatta della scuola pubblica affidata a gente che la trasforma in una sorta di mercato ibrido.

I Collegi docenti sanno poco di didattica, ma tanto di bizzarri acronimi (RAV; PTOF; PON; BES; GLI; PAI; PBL ecc.) dietro ai quali si nasconde un mondo nuovo, distante anni luce dalla lezione, asse portante dell’insegnamento.

Non c’è più tempo per preparare seriamente le lezioni, strutturare un percorso interdisciplinare,  confrontarsi su problematiche pedagogiche, su casi di alunni difficili che nelle classi ostacolano l’apprendimento dei compagni; si è in balia di infiniti monitoraggi dietro ai quali si nascondono vari interessi.

Prosegue su orizzontescuola


Cos’è, in soldoni, il bonus premiale introdotto con la legge scuola di Renzi? Un gruzzolo agilmente accumulato negli ultimi anni dai governi attraverso il blocco contrattuale che ora viene affidato ai dirigenti, da elargire a chi sta simpatico, ai ligi, agli obbedienti, allo “staff”, ai “bravi”. Insomma: uno strumento economico di governo dei docenti la cui gestione viene decentrata ai dirigenti scolastici. Questa, a grandi linee, la sostanza. Ma nell’applicazione pratica, questa “svolta meritocratica” (come pomposamente viene definita) come si realizza?

Su Quando suona la campanella


La prima cosa urgente che avrebbe dovuto fare una Buona Scuola per dare un segnale di discontinuità col passato doveva essere la cancellazione delle classi pollaio.
Il disagio provocato da questa situazione sempre più frequente, è molteplice e va dalla mancanza di spazio (vitale per gli alunni), con il conseguente aumento delle tensioni, all’impossibilità di seguire al meglio ciascuno in base alle proprie esigenze e capacità.

Anche la mia classe da 26 purtroppo rientra in questa tipologia, con l’aggravante della presenza di alunni segnalati che per legge avrebbero diritto ad un numero non superiore alle venti unità. Ma in Italia come si sa, le deroghe sono all’ordine del giorno.
Di fronte a realtà come questa si cerca di sopravvivere cercando di operare al meglio facendo di necessità virtù, ma oltre alle condizioni oggettivamente complicate, il senso di frustrazione e la rassegnazione rischiano di condizionare l’andamento didattico.
A volte, specie nelle classi iniziali, ci si sente più “domatori” che insegnanti. Per crescere, i nostri futuri cittadini meritano più spazio, più attenzioni reali e meno pseudo-riforme sbandierate.

Il Tar ha deciso: Non più di 20 alunni in classe se c’è un disabile

Dalla correzione dei compiti, all’autoaggiornamento, si tratta di quel lavoro sommerso sul quale si basa lo scontro tra docenti ed opinione pubblica, tra chi sostiene che l’insegnamento è un lavoro a tempo pieno e stressante e chi invece invoca i soliti luoghi comuni: “lavorate 18 ore e godete di 3 mesi di vacanza”.

La giunta provinciale dell’Alto Adige ha commissionato una ricerca con la quale ha dimostrato che i docenti, in realtà, lavorano circa 1643 ore annue, circa 36 ore a settimana per 45 settimane.

Articolo completo su Orizzontescuola