Giovanni Carosotti, docente di storia e filosofia su Orizzonte Scuola

Oggi il paradigma economicistico sembra dover sottomettere alle sue necessità qualsiasi contenuto formativo, e pensare il futuro degli studenti unicamente in base a un loro ipotetico futuro inserimento nelle dinamiche produttive, peraltro sempre in veloce trasformazione e difficilmente prevedibili nel loro sviluppo. Da qui la decisione –a nostro parere foriera di negative conseguenze- di sacrificare i, contenuti disciplinari, e più genericamente culturali, a favore della trasmissione di abilità pratico-operative, destinate invece a veloce obsolescenza. In realtà la didattica delle competenze viene promossa nei documenti ministeriali e da alcuni pedagogisti proprio a partire dalla considerazione che la conoscenza sarebbe “inerte” e la competenza “sapere vivo”, ossia con un fine dichiaratamente progressista, omettendo però la sua genesi economicista.

La nostra iniziativa, nata da un’interazione avvenuta soprattutto in Rete, è il prodotto di un’alleanza contro l’imposizione di un nuovo modello in cui il sapere disciplinare viene svilito in favore di metodologie prive di un vero fondamento scientifico. La letteratura a riguardo, che vanta ormai una produzione più che ventennale, non è mai riuscita a fare chiarezza sul reale significato del concetto di “competenza”, e a tradurlo in esempi pratici concreti e significativi. Numerosissima a riguardo è stata la produzione scientifica tesa a decostruire il concetto di competenza, individuandone una decisa valenza strumentale e ideologica. La cosa sorprendente, e anche irritante per noi docenti, è che sia il testo della Legge 107 sia i successivi documenti licenziati dal Ministero trattano del concetto di competenza come se fosse ormai validato scientificamente e, con un atteggiamento decisamente anti scientifico, rifiutano qualsiasi riferimento alla letteratura potenzialmente falsificante, ignorandola”.

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