si-buana-a-scuolaOra, anche facendo finta di non essere in Italia (il docente segnalato dal politico, l’amico del figlio, la fidanzata del nipote…) quanto saranno “liberi” i Dirigenti delle zone “inquinate” da mafia, camorra e ‘ndrangheta? Quanti insegnanti meridionali saranno assunti nei territori più “padani”? Chi assumerà l’insegnante bravo “ma” gay, chi non vuole insegnare le crocette dell’Invalsi, chi la madre che ha la 104 per il figlio handicappato o la madre novantenne, chi deve andare spesso all’ospedale per la chemioterapia, chi la prof in gravidanza, chi…? Lei sa che chi ci liberò dal fascismo e scrisse la Costituzione si preoccupò di scriverci “libertà di insegnamento”, e dunque di apprendimento, perché solo dal libero confronto delle opinioni ognuno può “costruirsi” la sua e diventare un cittadino libero. Se un insegnante sa che il suo futuro, il suo “merito”, il sostentamento della sua famiglia dipenderanno, dopo 36 mesi, dalla sua condiscendenza, da quello che avrà detto, quanto sarà libero di dirlo? Altro che lo slogan del “fare squadra”: ci spieghi meglio perché si vuole sostituire un “reclutamento” democratico e costituzionale con il “rischio” di clientele, discrezionalità, autoritarismo, sottomissione, “pensiero unico”; con il controllo assoluto ed autoritario degli insegnanti?

Tre cose che direi volentieri a Renzi se volesse ascoltare (retescuole)

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