Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

Archivi del mese: maggio 2015

L’eterno  dibattito sull’utilità o meno dei compiti estivi.

Sul web cresce un movimento che chiede al ministero e agli insegnanti di non dare compiti delle vacanze agli studenti. (l’articolo su Repubblica.it)

Per quanto mi riguarda, fra le tante possibilità, ho sempre cercato di assegnare uno dei testi più semplici e scorrevoli. Durante l’estate sarebbe sufficiente che i bambini leggessero qualche libro e avessero la possibilità di un ripasso agevole. Vi sono testi troppo pesanti che possono trasformare l’estate in un incubo, soprattutto per gli alunni in difficoltà e per le famiglie che non hanno il tempo e le capacità di seguirli. Un’alternativa interessante e leggera che abbiamo sperimentato per questa estate è I compiti vanno in vacanza – il disfa-libro della Erickson.

Durante l’anno scolastico non si discute: il compito e lo studio a casa, dosati nei  tempi e nelle modalità, sono fondamentali.

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In trent’anni di insegnamento ho girato parecchi istituti scolastici e conosciuto centinaia di colleghi e colleghe: in altissima  percentuale persone preparate, aggiornate e non di rado  impegnate a lavorare al di fuori del  proprio orario di servizio senza ricevere alcun compenso. I fannulloni e gli incapaci esistono in tutti i settori lavorativi: qualcuno l’ho conosciuto e purtroppo ci ho anche dovuto lavorare insieme, con grande disagio degli alunni, delle famiglie e ovviamente anche mio.

Riporto parte di un articolo che affronta questa problematica in relazione al DDL sulla Buona Scuola.

Il vero problema: come affrontare e colpire il demerito. Per demerito nell’insegnamento non intendiamo certo il comportamento inaccettabile di chi non rispetta il contratto di lavoro (assenze ingiustificate, ritardi, omissione negli atti obbligatori, ecc.ecc.). In questi casi basta e avanza il decreto Brunetta che prevede nei casi più gravi la sospensione dal servizio e il licenziamento.

Il demerito che è alla base delle considerazioni che portano poi al mito della meritocrazia è quello relativo ai pochi docenti che sono in difficoltà nell’attività di insegnamento, che non sono in grado di gestire il rapporto e il dialogo educativo in classe, che dimostrano palese incompetenza nelle discipline insegnate, ecc. Sappiamo bene che in questi casi l’unico intervento ora possibile è quello di un ispettore tecnico che, verificate burocraticamente le contestazioni in merito alle capacità professionali, al massimo dispone il trasferimento d’ufficio ad altra scuola, spostando il problema senza risolverlo.

Il DDL risolve il problema dando facoltà al dirigente, passati i tre anni del progetto formativo di scuola, di non riconfermare il docente incapace. La soluzione è che troverà collocazione nelle scuole ghetto, senza risolvere alla radice il problema.

Il DDL risolve il problema in maniera semplicistica evitando di costruire un vero sistema di garanzia della qualità della professione docente che dovrebbe essere sostenuta anche mediante il riconoscimento di un codice deontologico professionale e di organi di autoverifica e autovalutazione della categoria (Consiglio Superiore della Docenza articolato in ambiti territoriali).

Di fatto si preferisce che sia la logica impersonale del mercato o personalissima del dirigente-capo a decidere piuttosto che rafforzare il concetto di responsabilità professionale. I risultati scolastici delle scuole non d’elite nei paesi anglosassoni sono imbarazzanti. Non crediamo che sia questa la strada da percorrere.

dalla Gilda degli insegnanti di Venezia, maggio 2015


Dall’insegnante Enrico Roversi un esempio illuminante del perché le crocette e le prove Invalsi non sempre funzionano.

Ho dedicato una lezione a ragionare insieme ai bambini sui test dell’anno precedente perché si potessero fare una loro idea di cosa si troveranno davanti.Avendo a disposizione una LIM, abbiamo proiettato le copie dei test alla lavagna e aperto insieme un dibattito e un ragionamento collettivi.

Prosegue su Orizzonte Scuola

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si-buana-a-scuolaOra, anche facendo finta di non essere in Italia (il docente segnalato dal politico, l’amico del figlio, la fidanzata del nipote…) quanto saranno “liberi” i Dirigenti delle zone “inquinate” da mafia, camorra e ‘ndrangheta? Quanti insegnanti meridionali saranno assunti nei territori più “padani”? Chi assumerà l’insegnante bravo “ma” gay, chi non vuole insegnare le crocette dell’Invalsi, chi la madre che ha la 104 per il figlio handicappato o la madre novantenne, chi deve andare spesso all’ospedale per la chemioterapia, chi la prof in gravidanza, chi…? Lei sa che chi ci liberò dal fascismo e scrisse la Costituzione si preoccupò di scriverci “libertà di insegnamento”, e dunque di apprendimento, perché solo dal libero confronto delle opinioni ognuno può “costruirsi” la sua e diventare un cittadino libero. Se un insegnante sa che il suo futuro, il suo “merito”, il sostentamento della sua famiglia dipenderanno, dopo 36 mesi, dalla sua condiscendenza, da quello che avrà detto, quanto sarà libero di dirlo? Altro che lo slogan del “fare squadra”: ci spieghi meglio perché si vuole sostituire un “reclutamento” democratico e costituzionale con il “rischio” di clientele, discrezionalità, autoritarismo, sottomissione, “pensiero unico”; con il controllo assoluto ed autoritario degli insegnanti?

Tre cose che direi volentieri a Renzi se volesse ascoltare (retescuole)


Valentina Aprea, già  responsabile delle politiche scolastiche di Forza Italia (nonché braccio destro della Moratti) e attualmente assessore all’istruzione della Lombardia, ha inviato una lettera ai dirigenti scolastici esortandoli  a portare  le scolaresche da  McDonald’s. In  occasione dell’Expo sarà offerto  con il pasto un gelato in regalo ai più piccoli e uno sconto ai ragazzi.
E’ nota ed ammirabile infatti, la valenza educativa del colosso americano che promuove nel mondo un’alimentazione sana ed equilibrata come cerchiamo di fare nelle nostre mense scolastiche e durante le lezioni.

Ha dichiarato Giosuè di Salvo, portavoce del Comitato per l’Expo dei Popoli:
D’accordo che il gelato fa bene, ma troviamo grave che, a fronte di una variegata e multietnica offerta che perfino Expo offre, un assessore all’istruzione inviti i dirigenti scolastici a portare i ragazzini a nutrirsi da McDonald’s, cioè dalla multinazionale che più di ogni altra rappresenta l’annullamento della cultura del cibo, della diversità alimentare, della sostenibilità ambientale e sociale”. Compito di un assessore all’educazione, per Expo dei Popoli, sarebbe esattamente il contrario, quello di educare le nuove generazioni al consumo consapevole di cibo. Ancor di più in occasione di un evento come Expo 2015.