Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

Archivi del mese: maggio 2014

I test a scuola che uccidono la voglia di apprendere

…l’istruzione sta diventando terreno riservato a economisti, statistici e psicometrici, escludendo soggetti che non hanno minori diritti a “sedersi al tavolo”: insegnanti, educatori, studiosi disciplinari di ogni sorta, famiglie, studenti, amministratori. Infine, il ciclo continuo di testing produce un clima nevrotico nelle scuole e, sostituendo l’insegnamento con l’addestramento, «uccide la gioia di apprendere». Tra le molte altre osservazioni ne ricordiamo una fondamentale: «misurare grandi diversità di tradizioni educative con un criterio unico, ristretto e parziale, può danneggiare irreparabilmente i nostri studenti e le nostre scuole».

Dal blog di Giorgio Israel (Professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma “La Sapienza”)


In Giappone i bambini non sono valutati numericamente fino a 10 anni e in Finlandia fino a 13.
È interessante notare come siano rispettivamente il 1° e il 2° Paese nella classifica Ocse per quanto riguarda le capacità di base alfabetiche e matematiche degli adulti…

da retescuole

Così in Italia

In Italia i voti furono aboliti nel 1977 e sostituiti dalla valutazione formativa, costituita da giudizi analitici e descrittivi per ogni materia. Con La legge n. 149 del 1990 si passò alle lettere (ve le ricordate?) A, B, C, D, E, che rimasero in auge per pochi anni. La Circolare Ministeriale n. 491 del 1996 predispose, poi,un nuovo modello di valutazione basato sui giudizi sintetici: OTTIMO, DISTINTO, BUONO, SUFFICIENTE, INSUFFICIENTE. Dal 2008, dopo trent’anni, il ritorno ai voti numerici.


Che cosa vorrebbe cambiare? 

«I test vengono rivisti regolarmente e cambiati perché, ad esempio, alcune formulazioni sono troppo complicate. Ho provato a leggere le domande del test di seconda elementare, in alcuni casi ho dovuto leggerle due volte prima di capire la domanda. Non è ammissibile».

L’intervista completa su La Stampa

Se lo dice lei! Onestà intellettuale o genio della comunicazione? Ricordo che ogni anno spendiamo 14 milioni di euro per sapere che…
Tra qualche mese avremo i risultati. Sono in grado di prevederli già ora: una netta differenza tra nord e sud, Sicilia e Sardegna in fondo alla classifica; in Puglia risultati migliori e al nord punte di eccellenza, ma qualche dato negativo sul Veneto. Buoni i risultati in italiano, peggiori quelli in matematica. Bla, bla, bla. È così da sempre, da quando esistono le prove Invalsi. 

Dal blog di Alex Corlazzoli (insegnante e giornalista) su Il Fatto Quotidiano.