Il ministro Profumo conclude la sua opera di d’- istruzione facendo approvare il regolamento sulla valutazione finis mortis del governo.

Vorrei sommessamente far presente che la scuola per anni è vissuta senza valutazione ed ha funzionato benissimo. Avevamo una scuola elementare d’eccellenza e il suo predecessore Gelmini l’ha rovinata cancellando i moduli e le compresenze.
Ora non sono contrario alla valutazione in generale (quella autovalutativa la facciamo già da anni, per migliorare la qualità della nostra scuola), si dirà che non deve essere autoreferenziale e sono d’accordo, ma dove sta scritto che deve essere generalizzata e così dispendiosamente costosa, in tempi di vacche magre?

Basta farla per campioni, e così sapremo lo stato degli apprendimenti al Nord, al Sud, nelle varie regioni e nelle varie scuole con contesti sociali diversi.

Da Tecnica della Scuola: LA MANIA DI VALUTAZIONE di Eugenio Tipaldi (dirigente scolastico)

«I test scolastici sono un mezzo per misurare il grado di banalizzazione. Se lo studente ottiene il punteggio massimo, ciò è segno di una perfetta banalizzazione: lo studente è completamente prevedibile, e quindi può essere ammesso nella società. Non sarà fonte di sorprese, né di problemi.» Heinz Von Foerster (Sistemi che osservano)

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