Blog collettivo di genitori e docenti a difesa della scuola pubblica

Archivi del mese: dicembre 2012

tabella alunniUna breve riflessione su questi dati.
In teoria saremmo il Paese più civile del mondo… peccato che questa tabella non mostri come nella realtà,  sempre più spesso, gli alunni bisognosi di supporto vengano abbandonati anche per diverse ore in classi sempre più numerose.
A questo si aggiunge l’insufficienza dei docenti di sostegno specializzati e quindi la necessità di nominare annualmente supplenti (30% dei posti) con tutto il caos delle graduatorie che escono in ritardo, quando non sono sbagliate con il rischio di avvicendamenti nel corso dell’anno.

Ci si vede il 10 gennaio, visto che il mondo non è finito.
Auguri di Buone Feste a tutti.

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Le sortite tentate dell’ormai defunto governo tecnico sull’orario dei docenti e le vergognose dichiarazioni di San Mario Monti, protettore delle banche e castigatore degli insegnanti, hanno risollevato un annoso problema.
Nei confronti dell’opinione pubblica e di larga parte dei non addetti ai lavori il luogo comune delle poche ore effettuate dagli insegnanti si basa su un clamoroso equivoco: la mancata distinzione tra ore di lezione, le uniche che vengono conteggiate, e ore di lavoro, che possiamo definire funzione docente, sintetizzata come “esplicazione essenziale dell’attività di trasmissione della cultura, di contributo all’elaborazione di essa e di impulso alla partecipazione dei giovani a tale processo e alla formazione critica della loro personalità”  (DL 297/94 – art. 395). Una cosetta da niente.
Di fronte a parole così chiare, è evidente la malafede o l’ignoranza di chi non vuole ammettere che per insegnare (dal latino lasciare il segno) non possono bastare le ore di lezione frontale in classe. Il restante impegno però non è mai stato riconosciuto, quantificato o regolarizzato per svariati motivi e in questo noi docenti dobbiamo fare un po’ di autocritica per la difesa corporativa dello status quo: una posizione che in passato ha fatto comodo solo ai lavativi (che esistono in ogni categoria di lavoratori) e ai vari governi e ministri che si sono succeduti negli ultimi decenni i quali, evitando di riconoscere questa parte fondamentale dell’orario, non hanno mai messo sul piatto della bilancia le risorse economiche necessarie per adeguare uno stipendio tra i più bassi d’Europa.
Una collega tedesca con cui ho parlato un paio di anni fa guadagna esattamente il doppio del mio stipendio, a parità di anzianità.

Una battaglia da portare avanti in maniera prioritaria da un sindacato degno di questo nome dovrebbe mirare a questo riconoscimento: un numero di ore che si può facilmente calcolare e che risultano fondamentali al fine di svolgere le attività di cui si è parlato e che ora andremo a specificare.

Le ore di lezione di un insegnante di scuola primaria sono 22 più 2 di programmazione; per la scuola secondaria  sono 18.
–  Per esperienza personale posso affermare che dietro a tale numero di ore ne servono la metà o minimo un terzo per preparare le lezioni: cioè lavorare intellettualmente, consultare testi e guide, cercare materiale in rete, preparare i compiti da assegnare, stampare schede e via dicendo. Il tutto da casa e spesso anche a proprie spese (capitolo a parte da affrontare magari in un altro post)

– A questo si aggiunge la correzione dei compiti, in particolar modo le verifiche. Se nei primi anni di scuola primaria questa voce è molto bassa, proseguendo negli studi si innalza clamorosamente, specie negli ultimi anni di scuola superiore. Ecco quindi il motivo di un minor numero di ore settimanali in classe per questi docenti.

– Un ulteriore voce da inserire nel computo totale è quella legata agli organi collegiali e ai rapporti con i genitori: colloqui individuali e consegna valutazioni, assemblee, consigli di classe, interclasse tecnica, classi parallele, collegi docenti.

– Dimenticavo la compilazione dei registri e delle pagelle (svariate decine di ore).
Alla fine, senza fare tante somme e tirare in ballo voci marginali, è lampante che l’orario di un docente non differisce più di tanto da altre categorie di lavoratori: è semplicemente più frazionato e meno semplice da calcolare.

Scriveva Luigi Einaudi:
«A me sembra che 18 ore di lezione alla settimana sia il massimo che possa fare un insegnante, il quale voglia far scuola sul serio, e quindi prepararsi alla lezione e correggere i compiti coscienziosamente […]; il quale, sopra tutto, voglia studiare»
Già, perché si dimentica che l’aggiornamento e lo studio dovrebbero essere parte integrante della professione docente, ma questo è un altro capitolo da approfondire.


scuola-bene-comune-col21Ritengo che alla base di una sana società sia fondamentale avere dei “buoni maestri” che dovrebbero essere tutelati e retribuiti adeguatamente e soprattutto messi nelle CONDIZIONI DI INSEGNARE DIGNITOSAMENTE.

Vedo intorno a me tanto pregiudizio. Vedo genitori, che come me sono cresciuti nella scuola pubblica, iscrivere i propri figli a quella privata perché, dicono, c’è il corso di danza, di musica e questo e quello. Ma perché, credono forse che i loro figli si meritino di meglio e gli altri no? Sulla scuola io non faccio distinzione fra i miei figli e quelli degli altri: sono tutti figli di questo mondo e tutti dovrebbero avere le stesse opportunità. E’ così necessario fare danza, musica ecc..? Forse tutti aspirano a portare i propri figli ad “Amici” o a “X Factor”. Beh,  io non ho queste aspirazioni.. ne ho di più grandi: che i miei figli e tutti i figli possano diventare adulti sereni e autentici: non a noi, non ad un modello sociale preconfezionato, ma autentici a se stessi! Hanno molto da insegnarci e dipende da noi: prima ai genitori, poi agli insegnanti, tirar fuori da loro il meglio.  Sono tutti diversi e ognuno di loro ha dentro qualcosa di grande da dare al mondo intero!

Quindi, nel mio piccolo, mi impegnerò a parlare e cercare di spiegare ai genitori, ma anche ai cittadini, la situazione della scuola, visto che i mezzi di informazione maggiore non lo fanno, e sensibilizzarli sull’argomento SCUOLA che è di importanza SOCIALE e non INDIVIDUALE o SETTORIALE.

Eleonora B. – Comitato Abbracciamo la Scuola


Proviamo a rispondere alle seguenti domande: “Un muratore lavora solamente quando costruisce il muro o anche quando prepara il cemento? Un ortolano lavora solo quando raccoglie gli ortaggi o anche quando semina? Un parrucchiere lavora solo quando taglia i capelli o anche quando riordina il negozio e prepara i prodotti cosmetici?” Qualunque persona dotata di comune buonsenso risponderà: “ Si, ovvio, quelle persone, in tutte quelle situazioni, lavorano sempre”.

Invece alla domanda: “Un insegnante lavora solamente quando è in classe con i ragazzi o anche quando (a casa o a scuola) corregge verifiche, corregge compiti, prepara lezioni, scrive programmazioni, scrive relazioni, incontra genitori, incontra psicologi/neuropsichiatri/operatori dei servizi sociali per discutere i casi di alunni disagiati o portatori di handicap o devianti, partecipa a corsi di aggiornamento (a sue spese), accompagna (gratuitamente e ben oltre l’orario scolastico) i ragazzi in visite d’istruzione? ” ancora molte persone rispondono: “ No, lavorano solamente se sono in classe!!”

Tale risposta, per quanto scorretta e irrispettosa, se può essere in qualche modo “tollerata” qualora venga data da gente comune e che ignora la realtà scolastica, non può assolutamente essere accettata quando viene avallata (o, peggio, suggerita) da politici e governanti, per i quali è molto difficile ipotizzare la non conoscenza della realtà professionale degli insegnanti (sarebbe molto grave). Pertanto non possono fare altro che irritare ed esasperare proposte come quella (ora, sembra, bloccata dalla Commissione Cultura e poi alla camera) di portare le ore di cattedra da 18 a 24 a stipendio invariato, adducendo la giustificazione secondo la quale in questo modo la scuola italiana si uniformerebbe alla media europea in termini di orario scolastico. FALSO! Basta informarsi sui vari siti internet specializzati nel settore (sindacati o riviste) e si potrà facilmente scoprire che l’orario di cattedra italiano attualmente in vigore è assolutamente in linea con quello medio europeo, così come lo è il numero totale di giornate di insegnamento in un anno (cambia solo la loro distribuzione, per ragioni culturali, sociali, climatiche, di organizzazione della società); su una cosa sola la scuola italiana si discosta in modo macroscopico dalla media europea: gli stipendi degli insegnanti, sempre più bassi (anche molto più bassi) rispetto a quelli degli altri stati: un insegnante tedesco guadagna il doppio di un italiano, un francese il 50% in più; anche gli stati “poveri” dell’Europa investono o almeno non tagliano sulla SCUOLA, gratificando i loro insegnanti con stipendi adeguati alla delicatezza, all’impegno, alla complessità che tale ruolo richiede, con investimenti e non con continui tagli!

Nell’ultimo decennio, mentre i vari ministri succedutisi hanno fatto a gara nel dire che: “la scuola va valorizzata – che la scuola è alla base della crescita economica e dello sviluppo della nazione – che bisogna mettere risorse nella scuola – che bisogna ridare dignità al ruolo degli insegnanti perché è a loro che sono affidati i nostri figli – che bisogna adeguare gli stipendi degli insegnanti alla media europea – che bisogna mettere in sicurezza gli edifici scolastici – che bisogna modernizzare i laboratori – ecc ecc…” all’atto pratico, cioè nei fatti, sono stati continuamente effettuati dei tagli.

Negli ultimi anni se la SCUOLA ha potuto mantenere un accettabile standard qualitativo e le attività hanno potuto svolgersi con sufficiente regolarità ciò è dovuto soprattutto grazie al senso di responsabilità del corpo docente, al suo senso del dovere, all’amore che ha per i ragazzi e per il suo ruolo, non certo per il sostegno economico (e normativo) e per la considerazione che i vari governanti (e buona parte della società) hanno dispensato alla categoria. Tantissime attività, laboratori, progetti, gite d’istruzione, ecc… sono state e vengono realizzate grazie alla volontà degli insegnanti che vogliono migliorare costantemente il livello d’istruzione e competenza dei loro studenti, e non perché tutto ciò sia dovuto per contratto!

I miglioramenti qualitativi nella Scuola e nell’Istruzione non possono essere sostenuti solamente dallo spirito di sacrificio degli insegnanti: occorre investire, non tagliare!

Ci viene continuamente detto che “non ci sono soldi!”; e allora perché vengono dati fondi non indifferenti alle scuole private mentre a quella pubblica si taglia la carne viva? Allora i soldi ci sono, forse non molti ma un po’ ci sono, specialmente se vengono prelevati dalle tasche degli insegnanti statali che, tanto, lavorano solo 18 ore alla settimana! Quei fannulloni! Non in linea con i colleghi europei!

Ci viene continuamente detto che siamo dei “professionisti”, che il nostro lavoro è importantissimo, che noi formiamo le generazioni future, bla bla bla…. A noi risulta che un qualsiasi professionista, quando lavora, per ogni ora venga pagato assai profumatamente; ma forse noi insegnanti siamo talmente bravi e professionali che possiamo lavorare gratis!

Da tre anni ci è stata bloccata ogni forma di progressione economica e di carriera (stipendi, contratti, scatti di anzianità) ed ora ci viene detto che tale situazione verrà prorogata per altri due anni: lo sanno questi signori quanto viene ad impoverirsi il nostro potere di acquisto e quanto questo blocco si ripercuoterà in futuro (TFR, pensione)? Si, certo che lo sanno, ma con i loro stipendi è anche facile scordarselo.

Ci siamo sempre accontentati di poco, in silenzio (anche troppo), ma non siamo più disposti ad accettare continue bastonate in testa da personaggi che pontificano sulla SCUOLA gettando continuamente fango sulla nostra categoria: pretendiamo rispetto, anche in termini economici; perché anche uno stipendio, se non è dignitoso in relazione al ruolo svolto, concorre a svilire l’immagine professionale del lavoratore, oltre che, ovviamente, a fargli stringere la cinghia. Pretendiamo che il nostro lavoro venga considerato e valutato nella sua interezza e complessità e non solamente quando ci troviamo dietro ad una cattedra!

I Docenti, a maggioranza, dell’I.C. Baccarini di Russi (Ra)


Allego il volantino relativo ad una serata di confronto conviviale sulla Scuola organizzato da CGIL . Personalmente ritengo importante cogliere, trasversalmente, ogni occasione di confronto su questo argomento. Credo inoltre che questa possa essere un’occasione per far conoscere il Comitato “Abbracciamo la Scuola” al Territorio, considerando che la portata dell’evento riguarda tutta la Provincia. Inutile dire che NON POTETE MANCARE !!!!
Prevista serata con interventi di lavoratori della Scuola; studenti;genitori; musica dal vivo e tante prelibatezze da annaffiare con un buon vino (… o bibite analcoliche).
Vi aspettiamo numerosi e aspettiamo conferma della vostra presenza.

Grazie, Donatella Antonellini

sagra


Diamo un breve resoconto dell’ incontro tenutosi mercoledì 5 dicembre 2012:

Luciano Bertazzoni ha spiegato come funziona il blog su www.wordpress.com: chi volesse pubblicare articoli o rispondere a commenti invii una mail a lbertazzoni@gmail.com e riceverà le indicazione di come procedere.

Il blog e il profilo fb andranno su binari paralleli, si cambierà il nome del gruppo fb in ABBRACCIAMO LA SCUOLA in modo che possa attrarre l’attenzione anche di chi non è di Alfonsine.

Il comitato si è così strutturato:

CONTATTI- COORDINAMENTO TRASCUOLE/DOCENTI (materna,elementari, medie, superiori): Donatella Antonellini , Letizia Perrone, Chiara Galletti, Cosetta Dragoni

SENSIBILIZZAZIONE OPINIONE PUBBLICA
blog:Luciano Bertazzoni, facebook: Salvatore Petitto, mass media: Antonietta DiCarluccio e Rossana Corna

COORDINAMENTO CONSIGLI D’ISTITUTO Paolo Alberani

COORDINAMENTO GENITORI: Laura Cassani, Sabrina Liverani, Flavia Ghetti

CONTATTI con FUTURI CANDIDATI POLITICI: Natalina Minghetti

Proposte:
Approfondire l’iter per approvare le leggi in materia di scuola e di conseguenza metterne a conoscenza i genitori.
Conoscere i cambiamenti avvenuti negli ultimi anni nel mondo della scuola (pre Gelmini, Gelmini, Profumo).

Organizzare incontri PUBBLICI con argomenti specifici (non a ruota libera).
Gestire un info point durante il mercatino di Natale del 16/16/12 in P.zza Gramsci

Decisioni:
–  Riconvocazione del Comitato per il giorno 10 gennaio ORE 20:30 presso Casa in Comune (seguirà O.D.G.)

–   Organizzazione entro gennaio di un incontro pubblico, alla presenza dei candidati politici di tutti i partiti, per chiedere loro che informino pubblicamente sul programma che intendono presentare in riferimento alla Scuola.

OGNI VOLENTEROSO è BEN ACCETTO per aiutare i coordinatori nelle attività!